Questo Premio è stata per me l'occasione di incontrare tante persone che hanno lavorato con grande impegno alla realizzazione di un evento che vede conivolte le scuole secondarie di primo grado della zona circostante il Lago di Garda.
Il premio infatti non riguarda solo gli autori, ma anche i ragazzi che collaborano dando i loro pareri su quanto leggono e creando a loro volta elaborati molto simpatici.
Nell'edizione di quest'anno il Premio destinato ai ragazzi è stato vinto da Camilla che ha immaginato di incontrare Peete, l'amica gatta di Eileen.
Ho deciso di pubblicare sul sito il lavoro di Camilla perchè, oltre a trovarlo delizioso, credo che lei abbia capito molto bene il carattere di questa gatta un pò arrogante, un pò coccolona e l'abbia trasferito davvero bene nel suo racconto.
L'ambientazione in uno spazio aperto della conversazione tra Camilla e Peete ben si adatta all'ampio spazio dedicato nel libro alle descrizioni dei luoghi naturali. Mi è poi piaciuto molto il riferimento agli Egizi, antichi adoratori di gatti che si lega al tema del viaggio nel tempo. Ho trovato simpatica l'idea della conclusione finale che lascia il dubbio al lettore sull'intera vicenda. Un finale a sorpresa come nel romanzo di Eileen. Il racconto di Camilla introduce notizie nuove sull'infanzia di Eileen e di Peete che sono perfettamente in sintonia con le trama originale e che aggiungono un pò di colore a un aspetto che io non ho approfondito in modo particolare. Il riferimento poi al tema sogno/realtà mi è stato particolarmente gradito.
Qui di seguito trovate quindi il racconto di Camilla che vi invito a leggere perchè è una piccola perla di simpatia e umorismo.
Intervista a un personaggio di "Eileen e il salice del tempo" di Camilla B.
“Una sera di non molto tempo fa, ero molto preoccupata.
Entro poco tempo avrei dovuto scrivere il testo per il Concorso di Narrativa della Valtenesi, e non avevo ancora idea di cosa infilarci. Rimuginandoci sopra, andai a dormire.
Il giorno dopo, passeggiando per strada, incontrai una gatta robusta di un colore simile alle squame di una tartaruga. Aveva un'aria simpatica, così mi fermai ad osservarla. Da vicino notai che aveva un musetto schiacciato e due grandi occhi color ambra con i quali si guardava attorno con grande interesse. Avevo la strana sensazione di conoscerla, e mi avvicinai ancora un pò.
Quando si accorse della mia presenza, la gatta si girò e mi fissò con i grandi occhi gialli. Ci osservammo un pò, fino a che capii chi mi ricordava. Allora dissi "Ma tu sei Peete". Difatti la gattona era molto simile alla gatta simpatica ma un pò vanitosa che avevo conosciuto in "Eileen e il salice del tempo" di Elena Stefania Pietra. I suoi occhi subito si spalancarono "Si ma tu come lo sai?". Rimasi sbalordita. D'accordo nel libro Peete parla, ma non è normale parlare con un gatto no?! Cercai di controllarmi, e ancora un pò scossa le chiesi "Ma tu che ci fai qui?".
Lei, che mi studiava con altrettanta curiosità, mi disse "E' una storia lunga, ma se ci tieni a sentirla faresti bene ad ascoltarla seduta su quel muretto, che qui in piedi sono scomoda. E magari a farmi apparire un pò di patè di tonno con quella formula che usava Eileen, com'era Vien amonet? Von imonan?". "Forse Veen emonen?" suggerii io, accomodandomi sul muretto. "Ecco quella. Allora puoi?" fece Peete sedendosi a sua volta. Io feci una faccia dispiaciuta "Mi dispiace ma non posso proprio. Purtroppo qui nel mio mondo non ci sono fate o maghi...". "Ma allora sono tornata nello stesso mondo dove stavo con Eileen prima del trasferimento dal mondo tra le fate e i maghi !" esclamò Peete con l'aria di chi ha finalmente capito qualcosa.
Decisi di lascir perdere il discorso e ripresi "Dunque dicevamo: perchè sei qui?". lei disse con aria annoiata "Beh la cara Elena Stefania si è limitata a raccontare la Grande Avventura di Eileen, ma dopo la sconfitta della crudele Nimue non c'è stato molto da fare...cioè, certo, è stato bello vivere finalmente tutti insieme felicemente, ma per i primi mesi! Poi è stata una noia: io sono una gatta avventurosa!" Ridacchiai perchè sapevo che quando voleva Peete era avventurosa, ma per la maggior parte delle volte era una gran pigrona e, appena poteva, si metteva a sonnecchiare. Lei se ne accorse, e mi chiese "Beh che c'è da ridere?" "Niente niente. Continua pure" dissi io. E Peete continuò "Dicevo, era diventato noioso vivere con il Popolo Fatato, e mi sono detta <Peete, un sacco di gente legge di te, di Eileen e dei tuoi amici. Perchè non provi a dare un'occhiata tu alle loro abitudini> E così eccomi qua. Fino ad ora nessuno mi aveva riconosciuto, e devo dire che c'ero rimasta un pò male. Forse avrei fatto meglio a restare a casa: anche qui non è che sia esattamente emozionante". Io allora le chiesi "Ma cosa è stato principalmente a volerti fare venire qui e non in un altro mondo?". Lei fece un'espressione saccente "Devi sapere che, in casa di Eileen, ci sono molti libri. Io, che ovviamente so leggere, ne ho preso uno su un popolo del vostro mondo che mi è parso semplicemente stupendo. Mi sembra che si chiamassero Egiri, o Pelizi...dai, dammi una mano!!!" "Egizi" sospirai io. "Ecco si " fece lei. Continuò " E comunque ho visto questo libro sugli Egizi. Raccontava le loro abitudini ed, oltre ad essere un popolo molto progredito (e quindi adatto a me) VENERA I GATTI !!! Naturalmente ho deciso che quella sarebbe stata la mia meta, ma, arrivata là, nessuno dette segni di volermi adorare. E non è che il posto fosse proprio un paradiso: un caldo insopportabile e mucchi di sabbia che quando si sollevava si depositava inevitabilmente sul mio bel pelo lucido rendendolo opaco e togliendogli lucentezza e morbidezza! Quindi mi son detta <Via!!> Da allora ho viaggiato a lungo, fino ad arrivare qui. Ma mi puoi spiegare dove è quel magnifico popolo di cui ho letto?". "Non esiste più: è esistito molto tempo fa!" spiegai io. Ma ero molto stupita. "Ma come hai potuto camminare così a lungo? L'Egitto è molto distante da qui!!!". "Con molta pazienza e...un pò di magia!" disse la gatta ammiccando. Io non ero però ancora soddisfatta ". Dici che la tua vita, dopo le avventure con Eileen, è stata noiosa. ma prima di conoscerla cosa facevi?". Lei sospirò "Ero uno spirito libero, ma l'ho conosciuta ancora da piccina". "Dai racconta" esclamai io sistemandomi meglio sullo scomodo muretto. "E va bene" si rassegnò Peete. " Sono nata da una gatta randagia, che viveva in una strada nel mondo magico vicina alla casa dei genitori di Eileen. Già da piccola esploravo i territori circostanti al luogo della mia nascita, finchè osai addentrarmi nel giardino della casa di Eileen. Da una delle finestre vidi la piccola, che mi piacque subito. Continuai a farle visita, e a volte mi veniva offerto anche un bocconcino. Poi, quando seppi che doveva partire per un altro mondo mi disperai. Per fortuna, però, i suoi genitori hanno pensato di farmi andare con lei. Ci sono andata volentieri, anche se nella piovosa Scozia ho avuto nostalgia del Popolo Fatato". "E' stato difficile non poterle mai parlare e far finta che non esistesse il mondo magico?" chiesi io. Rispose "Senz'altro, ma era per il suo bene, no?". "Hai ragione Peete" dissi. Ero però curiosa di porle un altro quesito "Sei stata felice che l'autrice ti abbia mandato in avanscoperta per scoprire Nimue?". La gattona si offese "Anche se l'autrice non l'avesse scritto avrei compiuto ugualmente quella coraggiosa impresa! Comunque ne sono stata felice perchè se l'ha scritto probabilmente sapeva che l'avrei potuto fare e ha perciò ammesso il mio valore!" concluse soddisfatta. Io dissi, dispiaciuta, "Si, non intendevo dire che non ce l'avresti fatta, scusami...". Lei minimizzò "Ma no, non fa nulla". Volevo togliermi un'altra curiosità "Un'ultima domanda: ti piace il tuo aspetto?" chiesi, un pò perchè sapevo della sua piccola vanità e per riscattarmi dalla domanda precedente. Lei s'illuminò (come speravo): "Ma certo, hai notato che occhi grandi ed espressivi ho? E la mia aria seria e professionale?" (qui soffocai a stento una risata). "Per non parlare dei baffi! Ritti come spilli ma morbidi al tatto...e poi scusa, chi non vorrebbe essere magnifica come me..."
Ma io sentivo la sua voce sempre più lontana e attutita, sostituita gradualmente da un suono argentino, come un trillo. Aprii gli occhi, e vidi la sveglia che suonava a tutto volume. Accidenti, ero in ritardo per la scuola! mi cambiai in fretta, feci colazione altrettanto velocemente e partii per la scuola. Nell'andare mi accorsi di avere un pelo di gatto rossiccio sul maglione. Mi tornò alla mente il sogno (o forse no ) fatto quella notte, e decisi felice che avevo qualcosa da scrivere per il mio test0".