L'Antico Popolo Fatato comprendeva anche molte strane creature: folletti, elfi, streghe, fate, e molti altri.
Gli Elfi erano certamente il gruppo più numeroso.
Ricordate Madoc, l'elfo che Eileen incontra nelle foreste della Cornovaglia quando sta cercando di raggiungere Myrrdin?
Gli Elfi sono simili agli uomini. Si dice che abbiano una grande vista e un udito estremamente sensibile. Non portano la barba, hanno occhi che leggono l'anima fino a conoscere i pensieri.

Hanno una voce limpida e chiara. Sono intelligenti, armoniosi. Hanno grande rispetto per gli elementi e per la natura. Quando si incontra un Elfo se si è puri di cuore e sinceri si può ricevere in dono un oggetto magico. Sanno forgiare spade e metalli, fino alla conoscenza della antica magia.
Nelle foreste gli Elfi riescono a camminare senza lasciare tracce, sono immuni alle malattie, resistono alle temperature estreme. Gli Elfi vivono una vita lunga invecchiando senza perdere la loro bellezza.
Alcuni Elfi irlandesi sono più simili ai nani e agli gnomi, portano abiti verdi o blu e berretti rossi. Hanno un buon carattere ma sono sospettosi nei confronti degli umani.
Sono creature della terra, vivono tra le radici degli alberi sacri della foresta e di notte si adoperano per aiutare gli animali feriti che vagano i boschi o per indicare la via a qualche essere umano sperduto.
Ci sono poi i folletti, di solito socievoli, di indole buona e generosa. Si chiamano Sheoques e Brownies.
Gli Sheoques, o Sidehog, sono piccoli folletti che vivono nelle verdi campagne irlandesi, abitano nei cespugli di biancospino. La loro musica è magica e tutti coloro che hanno la sventura di ascoltarla perdono qualsiasi interesse per le cose umane, diventando guaritori o veggenti.

Talvolta gli Sheoques possono essere molto crudeli nei confronti degli esseri umani: la leggenda narra che rapiscano i bambini nella culla e lascino al loro posto un folletto brutto e avvizzito.

I Brownies, come i biscotti al cioccolato, sono creature piccolissime, brutte e con molte rughe che vanno a spasso di notte completamente nude o vestite di stracci.
Sono in genere servizievoli e frequentemente aiutano le persone a compiere lavori domestici gravosi o a badare al bestiame, chiedendo in cambio qualche dolce. Sono però molto permalosi.

La Bean-Tighe o donnina di casa è invece una donnina minuscola ed anziana vestita con abiti vecchi e pesanti, ma con un viso gentile ed amichevole. E' un'ottima governante, ama soprattutto badare ai bambini e ai piccoli animali domestici. Ama le case di campagna con camino. In cambio dei suoi piccoli servizi non chiede che delle fragole fresche e dei dolcetti.
Ci sono poi i folletti malvagi, che si dilettano a fare incantesimi sugli umani.

Il Pooka, della famiglia dei Goblin, è una creatura malvagia che ama assumere le sembianze di animali per spaventare gli umani. Egli è solito trasformarsi in un cane, in un'aquila, in un toro o in un cavallo. Si diverte un mondo a far cavalcare sul suo dorso a tutta velocità i viaggiatori (meglio se ubriachi) per poi disarcionarli.
Il Fir Larrig è un folletto pallidissimo e con pochissimi capelli, solitario e odioso. Porta sempre con sé una falce per scacciare chiunque osi invadere il suo territorio. Indossa sempre un berretto rosso.
Il Dullahan e lo Sluagh sono creature orribili.
Quando bussano alle porte delle case è meglio non aprire. Essi giungono da Ovest e, secondo la tradizione, il solo modo per salvarsi da loro è chiudere in fretta tutte le finestre della casa che danno su quel lato.

Il Leprechaun è il figlio di uno spirito maligno e di un folletto dispettoso. In irlandese Leath bhrogan vuol dire "ciabattino con una sola scarpa": questa infatti la caratteristica che lo contraddistingue. Solitamente lo si può trovare sotto una siepe intento a riparare una scarpa. Ha il brutto vizio di ubriacarsi con il whisky, solo con quello fatto in casa, mai però così tanto da non poter tenere in mano gli strumenti da lavoro. Nel tempo ha nascosto enormi ricchezze e ha fama di essere estremamente avaro. Chi riesce a braccarlo può farsi consegnare le sue pentole d'oro. Non è però così semplice perché, non appena si distoglie lo sguardo, lui svanisce nel nulla. Porta sempre con sé due borse di pelle: in una è custodita una moneta d'argento magica poiché ritorna sempre nel taschino di chi lo ha speso; nell'altra invece è custodita una moneta d'oro che il Leprechaun usa per "comprare" una via d'uscita nei momenti difficili.

Anche il Clurichaun è un folletto solitario. E' il guardiano delle cantine e si assicura che le botti siano sempre in buone condizioni e che il vino non si trasformi in aceto. Scaccia in malo modo tutti quelli che bevono il vino del padrone di casa senza essere stati invitati. Attenti però a non trattarlo male o ad ignorarlo perché in quel caso si vendicherà distruggendo le cantine e rubando il vino.

La Marrow, la donna che viene dal mare, è bellissima ma molto pericolosa. Si differenzia dagli esseri umani solo per i piedi piatti e palmati e per una sottile membrana tra le dita delle mani. E' una creatura fatata che appartiene al Tir fo Thainn, il paese sotto le onde. Indossa un abito di pelle di foca che le permette di muoversi attraverso le correnti degli oceani. La Marrow viene associata alla dea Aine, la dea celtica del mare. Al mondo delle acque appartiene anche la Bean-Fionn: vive nei laghi oscuri e nei torrenti.
La Banshee nel folklore irlandese è intesa sia come donna fatata che come spirito o fantasma.

Come donna fatata viene narrata nei racconti per spaventare i bambini e metterli in guardia dai pericoli che si corrono restando fuori casa da soli.
In inverno quando il vento sibila tra gli alberi della foresta, la leggenda dice che sia la voce della Banshee che urla. La Banshee indossa un mantello grigio con cappuccio, oppure un velo ondeggiante. Come spirito, essa annuncia sventura. La Banshee ha la capacità di apparire in tre differenti modi: giovane donna, nobile matrona o vecchia strega. Questi aspetti richiamano anche i tre aspetti della dea celtica Macha. Può però assumere anche le sembianze di animali come il corvo, la lepre o la donnola.