i gatti magici

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January 31, 2007

La storia dei gatti inizia davvero tanti tanti anni fa

Pare che i primi gatti selvatici addomesticati fossero diffusi in Palestina ben 9000 anni fa.

I gatti domestici, cioè nati nelle case degli uomini, risalgono invece a 6000 anni fa ed erano diffusi soprattutto in Asia Minore e in Egitto.

Proprio in Egitto il gatto ebbe una grande diffusione come guardiano dei raccolti di grano tenendo lontano i topi dalle riserve alimentari della popolazione.

Sapevate che tra gli egiziani era uso raffigurare il dio del sole Ra con una statua a forma di gatto con le pupille modellate in modo da dilatarsi o restringersi a seconda della luce del sole e permettere così di determinare l'ora del giorno? Ingegnoso vero?

Inoltre i marinai egizi pensavano che i mici sapessero tenere lontane le tempeste, per cui sulle navi erano sempre bene accetti.Gli Egizi chiamavano il gatto: "Myou", con un'evidente onomatopea, e lo onoravano in parecchie regioni, ma principalmente a Bubastis, città del Basso Egitto dove si adorava Bastet, la dea dalla testa di gatto.
Il gatto, come la dea Bastet, era il nemico dei serpenti, e in un papiro funerario è raffigurato nell'atto di mozzare la testa di un rettile. Il culto di Bastet era diffuso a Tebe e a Menfi, e nei dintorni di queste due città sono stati trovati dei cimiteri di gatti contenenti circa duecentomila mummie.
Pare infine che, mentre il gatto era sacro al Sole e a Osiride, la gatta fosse sacra alla Luna e a Iside. Il gatto, la cui pupilla subisce delle variazioni che ricordavano le fasi della luna, veniva paragonato alla sfinge per la sua natura segreta e misteriosa e per la sensibilità alle manifestazioni magnetiche ed elettriche.


Gli antichi greci ritenevano invece il gatto l'animale sacro della dea Artemide, la dea della caccia. Narra la leggenda che la dea potesse liberamente trasformarsi in un gatto. Si riteneva infine che la dea Atena avesse occhi luminosi e in grado di scrutare il buio; per questo Atena veniva spesso rappresentata in compagnia di gatti.Anche gli antichi Romani apprezzavano lo spirito indomito e curioso del gatto, tanto che la dea Libertas, che rappresentava la libertà, era spesso raffigurata in compagnia di un gatto. Nel I secolo d.c. a Roma furono perfino introdotte leggi severe volte a tutelare i gatti e la loro utilità contro i roditori.

Non sempre nella storia però i nostri amici gatti se la passavano bene: il Medioevo fu per tutti un periodo molto buio e difficile e i gatti furono vittima di spietate persecuzioni che nascevano da terribili credenze e superstizioni. Si pensava infatti che potesse essere un mago o una strega malvagia chiunque possedesse o anche solo coccolasse un gatto. Se poi l'animale era nero non c'era scampo né per lui né per il suo padrone: venivano immediatamente condannati a bruciare sul rogo. Pensate che era persino in voga l'usanza di bruciare gatti vivi nelle piazze nel giorno dei Santi, per rendere onore ai martiri cristiani. In quegli anni però gli uomini però eliminando così tanti gatti lasciarono crescere a dismisura i ratti, portatori di malattie e facilitarono il diffondersi di gravi epidemie di peste.

Più recentemente invece gli uomini hanno scoperto le caratteristiche di dolcezza e simpatia del gatto scegliendolo spesso come animale da compagnia

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Anche nella letteratura spesso compaiono i gatti:

Ricordate il gatto filosofo di "Alice nel paese delle meraviglie"? Il "gatto del Cheshire" ha il potere di scomparire e riapparire all'improvviso.

<<"Potrei sapere per favore", chiese Alice, "da che parte posso andare?"

"Tutto dipende da dove vuoi andare!", rispose il gatto.>>
Da cosa mai l'autore Lewis Carroll avrà tratto un personaggio tanto "curioso", come lo definisce Alice?

Lewis Carroll (Charles Lutwidge Dodgson) era originario del Cheshire dove ancora circolavano leggende su un leggendario brigante chiamato "Il Gatto" noto per la sua astuzia e per la risata caratteristica.

E chi non ricorda il prodigioso "Gatto con gli stivali" recentemente portato sugli schermi con il film Shrek 2.

Ci sono stati anche gatti tutt'altro che tranquillizzanti come il "Gatto nero" dei racconti del terrore di Edgar Allan Poe.

Molti famosi scrittori vissero in compagnia di un adorato amico gatto. Ne conoscete qualcuno? Si chiamano Mark Twain, Hernest Hemingway, Geoge Simenon, Alexander Dumas, William Burrough, Charles Bukowski.

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Qualche leggenda curiosa

Secondo la mitologia nordica la dea Freya viaggiava su un carro trainato da gatti volanti. Forse la storia delle renne di Babbo Natale derivi da questo mito? Sempre stando alla leggenda, chiunque trattasse bene i gatti si meritava la benevolenza della dea.

Non ci credete? Sappiate che "Freya" è uno dei nomi per gatte più diffusi al mondo.

Durante il Diluvio Universale sull'Arca si verificò un problema: i topi, imbarcati assieme agli altri animali, si riproducevano velocissimi e voraci, rischiando di consumare tutte le provviste destinate anche agli altri viaggiatori. Non sapendo più che fare, Noé chiese aiuto al Signore. Subito il leone fece uno sternuto e nacquero due gatti che riportarono il numero dei topi a un giusto livello.

Secondo la leggenda Maometto aveva un gatto al quale era molto affezionato. Questo gatto si chiamava Muezza e godeva di un singolare privilegio: poteva dormire sulle maniche del Profeta. Un giorno Maometto dovette allontanarsi proprio mentre Muezza riposava e lui, pur di non disturbare il micio, si fece tagliare la manica della veste. Al suo ritorno in segno di riconoscenza Muezza si inchinò al padrone e Maometto lo accarezzò per tre volte sul dorso, donando così al gatto la capacità di atterrare sempre sulle zampe.

Ma la storia non finisce qui, perché secondo un altra leggenda fu sempre un gatto a salvare Maometto dal morso di un serpente velenoso.

Secondo una leggenda anticamente diffusa in Francia e in Inghilterra, il Matagot è un gatto randagio, portafortuna e in cerca di padrone. Per propiziarselo bisogna offrirgli del pollo arrosto e poi accoglierlo in casa. La prima sera che il Matagot passi in casa deve ricevere cibo proveniente dallo stesso piatto del padrone. Per ricompensarlo il Matagot donerà all'umano delle monete d'oro e molta fortuna.

Ma se ci pensiamo bene... ogni randagino adottato può diventare un Matagot.

C'è una vecchia filastrocca per bambini che parla di un gatto col violino, di una mucca che salta sulla luna, di un cane che ride nel vederli e di un piatto che fugge via col cucchiaio.
Sembra un racconto inventato per far divertire i più piccini, in realtà si ispira a una figura assai più antica: quella del gatto col violino, ricorrente da millenni in fiabe e racconti, che risale all'antico Egitto.

Il gatto, sacro alla dea Iside, veniva raffigurato con lo strumento sacro alla dea: il sistro. Era il sistro un piccolo strumento in metallo costituito da un archetto attraversato da sbarrette oscillanti e dotato di un'impugnatura. Nelle cerimonie sacre veniva agitato in modo che le sbarre urtando tra di loro producessero un suono caratteristico e molto suggestivo. Il sistro era di frequente decorato con l'effige di un gatto. Il sistro è caduto poi in disuso, ma in compenso è stato creato uno strumento che aveva un aspetto simile, ma un utilizzo diverso: il violino

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Qualche numero da record

Il gatto più grande: All'età di 10 anni pesava ben 21,3Kg. Il suo nome è Himmy ed è un soriano che vive in Austalia

Il gatto più piccolo: Si chiama Tinker Toy ed è lungo appena 19 cm e alto 7 cm. E' un persiano Himalayano vissuto negli Stati Uniti.

iLa micia più prolifica: Dusty, che vive in Texas, ha concepito in 17 anni ben 420 micini

Il gatto più longevo: Puss visse fino a 36 anni, mentre Ma visse fino a 34. Nota curiosa: vivevano entrambi in Inghilterra, nel Devonshire.

Il gatto più ricco: La micina Blackie ricevette in eredità 15 miliardi!

Quelli che hanno fatto il viaggio più lungo per tornare a casa:

Claude (Francia) -800 Km

KiKo (Giappone)- 370 Km

Mao (Russia) -650 KM

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