I celti e la loro mitologia

Il popolo a cui Eileen appartiene, il Popolo Fatato, trae origine dalla popolazione dei Celti. Nell'antichità il termine veniva usato per indicare un gruppo di tribù che viveva nella zona tra il bacino delfuime Reno e il fiume Danubio.
Il termine "Celti" deriva dal greco "Keltoi" e lo utilizza per la prima volta il geografo Ecateo di Mileto nel 500 a.c. Diverrà "Celtae" nella lingua latina.
Il clan, cioè la famiglia, era il cuore della società dei Celti.
Era una famiglia molto ampia, composta da varie decine di persone e comprendeva figli,fratelli, cugini, zii nonni e antenati. Varie famiglie formavano una tribù: "tuath".
A capo della tribù c'era la casta sacerdotale, i vecchi druidi (come Merlino, solo per citare il più famoso).
I Druidi si occupavano delle celebrazioni religiose, delle questioni legali e dell'istruzione dei giovani nelle arti dell'astronomia, delle scienze e delle tradizioni del popolo. Il termine "druido" infatti ha origine nella parola indoeuropea "wid" che significa conoscenza e nella parola "deru" che significa quercia.
La natura e in particolare gli alberi dei boschi avevano grande importanza nella cultura di questa popolazione
I Celti esistevano già da molto tempo quando nel V secolo a.C il loro nome venne menzionato per la prima volta dallo storico greco Erodoto. I Celti furono sia popolo sedentario che migratori dell'Europa interna, caratterizzata dalle foreste umide e ricca di ferro, argento e anche d'oro. Furono artigiani eccellenti del legno, orefici, ceramisti anche se non troppo raffinati.
I Celti utilizzavano la scrittura solo raramente e tutto ciò che sappiamo sulla loro mitologia proviene da iscrizioni funebri o dediche alle divinità. Documenti scritti risalenti al XIV secolo e legati alla tradizione gallese sono "Il libro bianco di Rhydderch" e "Il libro rosso di Hergest" che contengono anche la più celebre raccolta "Mabinogion". Altri racconti narrano del poeta mago Taliesin che diventerà Merlino nel ciclo arturiano.
Esistevano diversi tipi di divinità, quelle comuni a tutti i Celti e quelle legate alle piccole realtà locali, "genii loci" deputati alla protezione dei singoli luoghi (un albero, una montagna, un fiume o un lago).
Le "matroneae" celtiche erano l'incarnazione della maternità: rappresentate sempre come triade, ornate di spighe e frutti, simboli di abbondanza, la loro origine sembra risalire alle popolazioni indoeuropee.
C'erano poi gli dei il cui culto era diffuso in tutto il territorio: Teutanes, messaggero che si placa solo con sangue umano;Lug che presiede al raccolto; Omiogos, una specie di Eracle. Il dio Belenus sembra avere un legame con il greco Apollo ed era figlio di Dagda, il dio buono e di Boann (colei che concede mucche e abbondanza ai suoi devoti). Il dio della medicina era Dian Cecht. I morti invece si presentavano al cospetto di Donn, il dio oscuro. La dea Birgit è spesso associata alla figura di Minerva, Epona era la dea dei cavalli, Sirona la dea delle acque dolci e della chiara luce lunare. Divinità legate all'ambiente sivestre erano invece Sucellus e Nantos; infine Cernunnos, colui che possiede corna di cervo.
I depositari dei riti e dei culti erano i Druidi; sacerdoti, asceti, cantori di storie, si suppone praticassero sacrifici umani. Erano per certo fortemente legati ai misteri della natura, al culto arboreo collegato a rituali astrologici. I loro simboli erano il vischio e la querce. Il loro stesso nome "druido" significherebbe "esperto di querce". Vestivano sempre in bianco e si radunavano in luoghi suggestivi come Stonehenge.
Il calendario celtico era scandito dal susseguirsi dei riti festivi e si basava su complessi calcoli inerenti il ciclo solare e quello lunare. Il ciclo del sole divideva l'anno in due periodi individuti dalle feste di Saiman e di Beltane. Ognuna di queste stagioni era ulteriormente divisa in due cicli, segnati dalle festività, meno importanti, di Lugnasad e Imbolc.
Saiman : era corrispondente al nostro primo novembre e segnava l'inizio della fase oscura dell'anno. Nel giorno si Siman si schiudevano le porte degli inferi e gli spiriti dei morti tornavano sulla terra.
Imbolc: si festeggiava il primo febbraio ed era una festa che simboleggiava la purificazione e la rinascita. Si celebrava la Dea Madre, la nascita degli agnelli. Durante il rito veniva versato latte di pecora sulla terra per propiziarsene la fertilità.
Beltane: corrispondeva all'odierno primo di maggio e segnava l'avvento della fase luminosa dell'anno. Si accendevano nelle campagne fuochi rituali in onore del dio Belenus intorno ai quali si danzava per tutta la notte.
Lugnasad: si celebrava il primo di agosto ed era dedicato alla mietitura e al nuovo raccolto celebrando la fertilità della terra.

